Voci su nuovi incarichi e trasferimenti nella Diocesi….Venafro al centro del ” totonomine” di Cibotti….

Pubblicato il 17 luglio 2017 | Da Mario Lepore | Cronaca, Cultura, Isernia, Religione, Venafro

VENAFRO. La morte di don Armando Galardi, decano degli uomini di Chiesa a Venafro, e la nomina di don Claudio Palumbo a vescovo di Triverno hanno avviato un domino i cui effetti ancora non sono del tutto esplicati. Da metà aprile, infatti, nella Diocesi Isernia-Venafro è un turbinio di voci su spostamenti, nomine, promozioni quasi in stile calciomercato. Una casella, tra le più importanti, è stata subito sistemata con l’approdo in Curia di don Rocco Iannacone (che resterà comunque titolare nella parrocchia Ss Martino e Nicola) nel posto che fu di don Armando, ovvero vicario generale. Tanti ruoli restano però tuttora scoperti. L’infornata di nomine era attesa in realtà per il 29 giugno, quando invece è stato deciso “solo” il vicario generale della Diocesi. Il resto è stato accantonato e i nodi verranno sciolti tutti dopo l’estate. Tra questi c’è pure il futuro del direttore della Caritas, don Salvatore Rinaldi. Voci di corridoio parlano addirittura di ipotesi di trasferimento del parroco. Ma il radicamento di don Salvatore nella città dovrebbe consentire facilmente al 62enne (nominato sin da giovanissimo a Venafro), ma soprattutto alla comunità, di evitare scossoni del genere. Più veritiere appaiono invece i rumors sul ruolo alla Caritas diocesana malgrado la Caritas a Venafro sia nata proprio con don Salvatore nel Duemila. Anche su questo occorrerà attendere e capire se si tratta solo di voci fatte circolare ad “arte” oppure se effettivamente c’è una volontà di cambiare nonostante i numerosi risultati conseguiti, che sono sotto gli occhi di tutti. A decidere, tuttavia, sarà il vescovo Camillo Cibotti che, per dirla tutta, da presidente della Caritas potrebbe semplicemente sostituire il direttore don Salvatore senza chiedergli alcuna dimissione. Inutile dire che la comunità venafrana, soprattutto, non vede di buon occhio un allontanamento di don Salvatore né dalla Caritas né dalla parrocchia di San Giovanni In Platea. Il suo impegno sul territorio è notorio e recentemente, tra gli altri, ha conseguito l’importante risultato di essere invitato alla 67esima Settimana nazionale di aggiornamento del Centro di orientamento pastorale della Cei quale rappresentante del Sud Italia per trattare, gomito a gomito con figure del calibro di don Ciotti, il delicato argomento delle periferie. Discorso diverso e magari positivo accoglimento troverebbe la scelta di promuovere ad altro incarico don Salvatore. Capitolo a parte meriterebbe poi la “reggenza” di don Vincenzo Frino. Il vice parroco cresciuto con don Armando Galardi potrebbe/dovrebbe ereditare le parrocchie di San Simeone e Caterina e di Santa Maria di Loreto in Venafro e di Sant’Antonio di Padova in Conca Casale. Migliaia i fedeli che hanno raccolto firme, compreso i consigli pastorali, affinché don Vincenzo venga “promosso” a titolare e non venga spostato altrove magari per fare posto ad altri. Da riportare poi anche le voci provenienti da Isernia che parlano addirittura pure di accorpamento di diverse parrocchie venafrane. Per capire i movimenti diocesani e verificare la consistenza delle voci di popolo occorrerà attendere settembre.

Informazioni sull’Autore

Vive e lavora a Venafro. Da ventisette anni fa il giornalista ed ha collaborato con il "Corriere Del Molise" sin dalla sua nascita (Gennaio 1990). Dal 1996 -anno di fondazione- ha collaborato con il quotidiano allora più diffuso della regione "Nuovo oggi Molise" e adesso con Primo Piano. Da sempre scrive per la Redazione di Isernia e soprattutto per la pagina di Venafro e dintorni. Si occupa di tutto: cronaca, politica, sport, costume, cultura ..., anche se il settore d'interesse principale attiene la politica locale.